Intervista
a Monti Colla

Eugenio
Monti Colla, esponente di una prestigiosa generazione di artisti,
partendo dalla definizione di burattino e marionetta, spiega
perché e come questo tipo di teatro abbia attinto molto
dall'opera lirica dell'Ottocento. Si alternano immagini di repertorio.
I soggetti d'opera (il cattivo, la fanciulla vittima, la lotta
tra il bene e il male, amori contrastati, la tirannia) sono
temi che si prestano molto ad essere rappresentati. Assistiamo
alla scena della festa zingara, tratta dal "Trovatore":
la scenografia, i costumi, la regia, tutto è stupefacente.
Citando il bellissimo saggio di Von Kleist, del 1810 ("Sul
teatro delle marionette"), Monti Colla parla del potere
che ha la marionetta di rivolgersi all'inconscio, traducendo
qualsiasi gesto dell'anima, in una sorta di relazione simbolica
e metafisica col sovrannaturale.
Le opere di Verdi preferite dal teatro 'meccanico' sono "Attila",
"La battaglia di Legnano", "Il trovatore"
e "La forza del destino". I grand-opèra, che
Verdi aveva scritto per l'opera di Parigi, si prestano moltissimo
ad essere rappresentati, perché nel "piccolo"
è possibile realizzare gli effetti grandiosi, impossibili
da realizzare nel teatro d'opera: incendi, straripamenti di
fiumi, castelli che crollano. Ascoltiamo la marionetta Manrico
'cantare' la famosa pagina del "Trovatore, "Di quella
pira". Il teatro di marionette e burattini non segue sempre
in tutto la trama originale. Un esempio è il finale di
"Aida", dove Radames e Aida, murati nella stessa tomba,
riescono a provocare un'esplosione che li renderà liberi,
causando la morte dei 'cattivi'.
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Durata
11'24"
Materie
Opera e musica
operistica
Ordine scolastico
scuola media superiore
Tratto da
"La Traviata" Anno: 2001
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