Luciano
Pavarotti: La figura del cantante d'opera

Piero
Angela ci conduce nel mondo e nella musica di Giuseppe Verdi.
La narrazione si alterna con film, parti d'opera e ricerche
storiche che ci permettono di ricostruire l'epoca di Verdi e
il suo cammino artistico e umano. L'impostazione della voce
nel cantante ha precise ragioni di ordine acustico oltre che
estetico. I teatri sono ambienti molto grandi e la voce deve
sostenere, emergendo, la sonanza dell'orchestra intera.
Angela intervista Luciano Pavarotti sul segreto di una bella
voce. Pavarotti sostiene che una bella voce è data dalla
natura, ma è necessario uno studio continuo, incessante,
perché c'è sempre moltissimo da imparare. Rispetto
al rapporto del cantante con lo spettacolo, Pavarotti ci dice
che lui, prima di entrare in scena, è colto da dubbi
e timori, ma appena inizia a cantare avviene una trasformazione
totale: la musica e il canto prendono il sopravvento, e tutto
diventa facile e fluido. Pavarotti sente una grande sintonia
con Verdi, essendo anche lui emiliano e dello stesso zodiacale
di Verdi, bilancia. Secondo Pavarotti, Verdi "è"
il melodramma. In "Rigoletto" Verdi è stato
molto generoso col tenore, destinandogli molte parti importanti
e bellissime. Vediamo due importanti documenti originali, appartenenti
a Pavarotti: la fotografia di Verdi e Tamagno, un grande tenore
dell'epoca e famoso interprete di Otello, e lo spartito originale
di Aida, firmato da Verdi.
Infine Pavarotti ci dice che la carriera del cantante, per quanto
faticosa, è illuminata continuamente dallo spirito di
grandissimi compositori, e questo è fonte continua di
ricchezza.
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Durata
6'48"
Materie
Opera e musica
operistica
Storia della musica
Ordine scolastico
scuola media inferiore scuola media superiore
Tratto da
"Speciale Superquark" Anno: 2000
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