Giuseppe Verdi: La teatralità nel Falstaff



L'unità presenta alcune scene di "Falstaff", ultima opera di Verdi, scritta tra il 1890 e il 1893, prima alla Scala nel 1893. Il soggetto è tratto in parte da "Enrico IV" e soprattutto da "Le allegre comari di Windsor" di Shakespeare. Il libretto è di Arrigo Boito. Il grasso e impudente Falstaff, eternamente alloggiato all'osteria della Giarrettiera in compagnia dei due compari Bardolfo e Pistola, è certo di sedurre le signore Ford e Page, sposate, inviando loro due ardenti lettere d'amore, anzi, inviando a ognuna la stessa identica lettera. Ma Alice Ford e Meg Page sono amiche tra loro, e assai sornione. Tramano, con comare Quickly, una serie di inganni per beffare Falstaff e anche Mr Ford, marito geloso in modo tanto eccessivo quanto ridicolo. Questi vuol far sposare la figlia Nannetta a Cajus, medico ricco e vecchio, che Nannetta non può neppure sopportare. Alice, Meg e Quickly metteranno le cose a posto, progettando una grande beffa finale, con tanto di rito magico di finte fate e folletti. Falstaff sarà smascherato e Nannette, grazie a un gioco di travestimenti, sposerà il suo amato Fenton. Nell'unità assistiamo alla scena in cui comare Quickly consegna a Falstaff il biglietto dell'appuntamento nella foresta, l'ultimo inganno che le comari Alice, Meg, Nannette e Quickly hanno ideato per beffare la sciocca presunzione di Falstaff e l'inutile gelosia di Mr Ford.
Il musicologo Julian Budden ci racconta che nella sua ultima opera Verdi si è del tutto rinnovato. Non era facile adattare alla drammaturgia italiana nuove forme compositive. Verdi c'è riuscito mescolando magistralmente una musica senza soluzione di continuità a un'azione più tradizionale, congeniale ai gusti del teatro italiano. Assistiamo alla scena d'apertura dell'opera. Falstaff sta bevendo all'osteria della Giarrettiera mentre Cajus, furioso, inveisce contro di lui e i suoi compagni di bettola, per aver subito ingiustamente vari torti. Falstaff esibisce la sua indifferenza e insieme a Bardolfo e Pistola non risparmia a Cajus umilianti raggiri. E' un inizio fulminante. Il materiale musicale esposto nel primo tema sarà una matrice che Verdi utilizzerà, con tutte le variazioni e trasfigurazioni possibili, in tutta l'opera. E' un tema tumultuoso, energico, che in questa scena accompagna le invettive di Cajus, quasi fosse un leitmotiv del personaggio e della sua rabbia. Verdi ha quindi abolito l'overture e anzi entra direttamente nel vivo della commedia con immediata densità musicale. A ulteriore esempio di tanta maestria, Budden cita, nel primo atto, la scena delle comari, che si presenta come uno scherzo sinfonico in tre parti. Nella prima parte Alice e Meg scoprono d'aver ricevuto lo stesso biglietto da Falstaff. Segue il concitato dialogo tra gli uomini che litigano per vari motivi, infine il duetto d'amore tra Nannetta e Fenton.
Falstaff è l'unica opera di Verdi in cui l'amore contrastato trionfa infine secondo il desiderio dei due amanti.




Durata

9'33"

Materie
Opera e musica operistica

Ordine scolastico
scuola media superiore

Tratto da
"Amami Alfredo, p. 16"
Autore/i: A cura di Patrizia Todaro
Anno: 1991

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