Il significato che una musica acquista per l'ascoltatore
diventa tanto più interessante quanto meglio arriva a
collocarla nel suo contesto storico. Il contesto storico ci
offre le coordinate che ci permettono di interpretare una musica
nelle sue valenze psicologiche più profonde, così
come in quelle simboliche, sociali, politiche, etiche.
I filmati ci offrono un'ampia documentazione. La
vita di Verdi occupa quasi per intero il XIX secolo, un
secolo di straordinarie trasformazioni. A cominciare dai modi
materiali di vita. Luce elettrica, telegrafo, fotografia, fonografo,
radio, locomotiva, automobile...: Verdi
fece in tempo a conoscere tutte le invenzioni della seconda
metà del secolo (unità
77.Giuseppe Verdi: gli ultimi anni.)
Approfondimenti
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Ma quanto diverso
era il mondo quando Verdi
venne al mondo. Nasce
a Busseto
e si trasferisce a Milano: oggi si arriva in un
lampo. Ma allora? Alberto Angela ci mostra i mezzi
di locomozione del tempo (unità
67.Giuseppe Verdi: l'infanzia): ci voleva
un'intera giornata! Non esisteva l'energia elettrica:
a teatro si dovevano accendere migliaia di candele,
il che spiega i frequenti incendi che li devastavano.
Oggi ridotti al minimo (sappiamo cos'è
successo ai teatri di Bari e di Venezia), grazie
ai servizi tecnici di sicurezza. E' l'oggetto
dell'unità
71.Il teatro d'opera. La composizione
di Aida
,
rappresentata al Cairo nel 1871 per l'inaugurazione
del Canale di Suez, offre al fisico Paco Lanciano
l'occasione di istruirci sulle caratteristiche
tecniche e sull'importanza politica e geografica
di quell'evento (unità
76.Giuseppe Verdi: Aida e Canale di Suez).
Anche la vita privata ci fa
capire molto: Angela ce la racconta guidandoci
nella villa
di Sant'Agata, dove Verdi
trascorse tutta la seconda parte della sua
esistenza (unità
73.Giuseppe Verdi: la casa di Sant'Agata).
Il dramma familiare più sconvolgente della
vita di Verdi,
la perdita dei suoi due bimbi (raccontata nell'unità
19.Giuseppe Verdi: le prime opere), è
collocata nel quadro delle condizioni sanitarie
del tempo, che rendevano molto alta la mortalità
infantile. Lo apprendiamo dal demografo Professor
Corsini nell'unità
69.Giuseppe Verdi: l'approdo alla Scala.
Anche l'alimentazione era molto più sobria
di quella di oggi: unità
74.L'Italia nel secolo di Verdi.
Un aspetto interessante della mentalità
del tempo è illustrato dalle difficoltà
incontrate dal compositore con la censura.
La ragione prima è di natura politica:
I Lombardi alla prima crociata, nel
1843, innesca nuovi fermenti patriottici,
tanto che il librettista Solera
e l'impresario Merelli hanno con la censura una
serie di noie:(unità
23.Giuseppe Verdi e il Risorgimento) Nabucco
e I Lombardi alla Prima Crociata. Quando Verdi
mette in musica Le Roi s'amuse di Victor Hugo,
su libretto di Piave,
la censura lo costringe a sostituire la figura
del re con quella di un non meglio identificato
Duca
di Mantova: lo vediamo alla fine dell'unità
35.Le opere politiche di Giuseppe Verdi:
Don Carlos. Analoghi problemi con Un
ballo in maschera. Ce li raccontano due unità:
a)
72.Giuseppe Verdi: censura e moralità alla
metà dell'800
b)
26.Giuseppe Verdi e il Risorgimento: Un ballo
in maschera.
Il musicologo Luigi Petrobelli ricorda l'audacia
con cui Verdi, alla metà dell'Ottocento,
osò fare di una cortigiana parigina la
protagonista di una sua opera: unità
33.I personaggi verdiani: l'introspezione psicologica.
Una
biografia politica di Giuseppe Verdi
Verdi
ebbe una parte di primo piano anche nella vita
politica del paese: fu infatti deputato del primo
Parlamento
nazionale. Ebbe a che fare con Cavour e Vittorio
Emanuele secondo, con la Contessa Maffei e
l'imperatore francese Napoleone III. Ma soprattutto
la sua musica fu un importante veicolo dell'identità
nazionale, e un mezzo usato dai patrioti per
l'indipendenza. Diverse unità ci mostrano
Verdi sullo sfondo dei grandi eventi nazionali:
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